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Pressione alta: tutto quello che c’è da sapere

  • Immagine del redattore: Maria Elena Sanna
    Maria Elena Sanna
  • 15 gen 2023
  • Tempo di lettura: 3 min


Cos’è l’ipertensione arteriosa?


L’ipertensione arteriosa, comunemente chiamata pressione alta, è una condizione caratterizzata da una pressione del sangue nelle arterie più alta rispetto ai valori fisiologici.

È un importante fattore di rischio che accresce la possibilità che si presentino altre patologie cardiovascolari come ad esempio lo scompenso cardiaco, l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.

È fondamentale identificarla e trattarla, allo scopo di prevenire i danni che può causare.


Quali sono i fattori predisponenti?

  • Familiarità e predisposizione genetica

  • Età

  • Sovrappeso

  • Diabete

  • Fumo

  • Eccessivo consumo di sale e alcol nella dieta

  • Stress

  • Sedentarietà


Quali sono le cause dell’Ipertensione arteriosa?


Ipertensione primaria o essenziale (circa il 90% dei casi)


Non si può individuare una causa precisa: gli alti valori pressori sono la conseguenza del cambiamento di meccanismi complessi che regolarizzano la pressione, spesso potenziati da cattive abitudini alimentari (eccesso di sodio, obesità, abuso di liquirizia e caffeina), vita sedentaria e l’uso di alcuni farmaci come cortisone, antinfiammatori, contraccettivi e alcuni spray nasali.


Ipertensione secondaria

  • malfunzionamento dei reni

  • patologie cardiache

  • disfunzioni endocrine (principalmente della tiroide e delle ghiandole surrenali)

  • ostruzione di alcune arterie

  • gravidanza

  • uso di droghe (cocaina e amfetamine) e di alcuni farmaci


Come diagnosticarla?


L’ipertensione arteriosa si diagnostica misurando la pressione arteriosa con sfigmomanometro analogico o digitale.

La misurazione va fatta quando si è tranquilli, a riposo da almeno 5 minuti, a mezz’ora dall’ultimo pasto abbondante, caffè, sigaretta o sforzi. Seduti, con il braccio appoggiato su un piano all’altezza del cuore. Durante la rilevazione bisogna stare fermi e in silenzio, assicurandosi di non avere niente di opprimente, evitando di arrotolare la maglia e di accavallare le gambe.

Successivamente a questi semplici accorgimenti, si può procedere all’effettiva misurazione, posizionando il bracciale al di sopra della piega del gomito. Eseguire ogni volta alcune misurazioni, a un paio di minuti di distanza l’una dall’altra, e calcolarne la media, in modo che i dati siano maggiormente rappresentativi. Inoltre è opportuno, soprattutto nei casi bordeline o durante trattamento, annotarli in un quaderno per avere un’idea delle tendenze di lungo termine.

I valori normali per la popolazione adulta sono compresi entro i 140/90 mmHg. Pertanto, si tratta di ipertensione quando uno o entrambi i valori di pressione sono costantemente superiori alla norma.

Una volta fatta una diagnosi di ipertensione arteriosa, è importante sottoporsi ad alcuni esami allo scopo di comprendere se l’ipertensione ha già danneggiato i vasi, il cuore, i reni, aiutando il medico a definire il profilo di rischio cardiovascolare dei pazienti e a scegliere la terapia antiipertensiva più adatta.



Quali sono i sintomi dell’ipertensione arteriosa?

  • Assenza di sintomi, nella maggior parte dei casi

  • Mal di testa

  • Stordimento, vertigini, stanchezza

  • Ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti)

  • Alterazioni della vista (visione offuscata, o presenza di puntini luminosi davanti agli occhi)

  • Perdite di sangue dal naso (epistassi)

  • Insonnia, facile irritabilità, sensazione di calore e arrossamenti cutanei principalmente al volto


Potrebbe comparire anche solo uno di questi sintomi, e spesso i disturbi da pressione troppo alta o troppo bassa possono essere gli stessi. Da qui l'importanza di controllare la pressione con una certa frequenza, soprattutto in età avanzata, e alla comparsa di qualche sintomo.



Quali sono i rischi dell’ipertensione arteriosa?


  • Ipertrofia e dilatazione del cuore sino allo scompenso cardiaco

  • Danni renali

  • Dilatazioni delle arterie sino alla formazione di aneurismi o danni delle pareti che possono favorire la formazione di placche aterosclerotiche

  • Ictus ischemico o emorragico



Ipertensione arteriosa: trattamento


Il primo provvedimento da prendere in caso di rialzo dei valori pressori è un radicale cambiamento dello stile di vita: un’alimentazione povera di sale, un’attività fisica moderata e costante (30 minuti/die di camminata veloce o di cyclette almeno 4 volte a settimana), il controllo del peso corporeo (la perdita di peso, in caso di sovrappeso/obesità), l’astensione dal fumo di sigaretta, un consumo controllato di alcoolici, sono tutti atteggiamenti consigliabili in caso di riscontro di un incremento di valori pressori.

Nei casi di lievi aumenti della pressione arteriosa, ed in mancanza di altri fattori di rischio correlati, queste modificazioni dello stile di vita possono essere efficaci nel riportare la pressione arteriosa a valori normali.

In caso le corrette le abitudini di vita siano efficaci è possibile che sia necessario cominciare una terapia farmacologica, allo scopo di normalizzare la pressione arteriosa.

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